E tu come respiri? L’importanza del Respiro

E TU COME RESPIRI? L’IMPORTANZA DEL RESPIRO

Lo strumento “principe” di cui disponiamo che possiamo utilizzare per incidere sui nostri stati emotivi e sul nostro
“umore” è estremamente trascurato: si da per scontato, tendiamo a dimenticarcene relegandolo a mero
automatismo inconsapevole.
Questo è sconcertante se pensiamo all’utilità dello stesso quando è “vissuto” consapevolmente per indurci stati
mentali funzionali a “come vogliamo stare”e/o ai nostri obiettivi.
Il respiro non è altro che aria che immettiamo e poi espelliamo dai polmoni; in realtà è moltissimo!
In oriente, la “potenza” del respiro è stata capita ed utilizzata da millenni. Anche se autorevolissimi pensatori
occidentali del passato ritenevano che non esistesse, la scienza ha dimostrato l’esistenza di un elemento che può
sostenere il volo degli aerei oltre che degli uccelli! È un elemento che può creare devastazioni nelle varie
declinazioni in tifoni, tornado, tempeste in generale. È quindi fonte di potere. A prescindere quindi
dall’inclinazione filosofica di ognuno di noi possiamo affermare che attraverso il respiro immettiamo una fonte di
potere in noi stessi.
Solo come spunto: il termine greco pneuma ha due significati: respiro e spirito
il respiro può essere un mezzo non solo per incidere su corpo e mente (utilizzato in risposta agli ostacoli
quotidiani, stress, tensioni e malattia o per cambiare umore e reazioni emotive e comportamentali) ma anche una
chiave per penetrare nel mondo spirituale e nelle profondità di noi stessi.
Approfondiamo gli effetti di un respiro concentrato e consapevole sul corpo e sulla mente.
L’assorbimento dell’ossigeno e l’espulsione di anidride carbonica consentono agli organi, tessuti ed ossa, ecc. di
funzionare. La longevità di ogni singola cellula del corpo dipende dalla quantità di ossigeno con cui la “nutriamo”.
Evidente risulta quindi l’importanza di una corretta respirazione che porta molto ossigeno.

Un’altra considerazione. Una respirazione profonda e lenta tonifica il sistema nervoso e genera una forza risanante
generale. Ce lo dimostra la natura stessa: esseri molto longevi come le testuggini respirano una volta ogni 10
secondi mentre esseri con vita breve come le scimmie respirano ogni 2 secondi.
Esiste poi uno stretto collegamento tra fra il respiro e la mente.
I nostri atteggiamenti mentali influenzano il respiro: se ricevi una bella notizia inspiri mentre se la notizia è brutta
espiri pesantemente. Se sei agitato il respiro accelera mentre se sei calmo il respiro è regolare e lento.
Ma anche il respiro influenza la mente: possiamo trasformare i nostri pensieri e le nostre reazioni tramite il respiro.
Si sei agitato…respira in modo profondo e ti calmerai.
Saper utilizzare consapevolmente questi meccanismi insiti nella natura umana ci permette di vivere meglio, più
consapevolmente ed in modo funzionale verso ciò che volgiamo essere ed ottenere.
Un respiro corretto e sano è quindi una chiave fondamentale per la salute fisica, mentale e spirituale.
Il segreto della giusta respirazione sta nell’utilizzare tutti i muscoli respiratori così da permettere l’ingresso di
quanta più aria possibile nei polmoni. Questi sono come delle spugne che aderiscono alla cassa toracica e al
diaframma. Quando la cassa toracica si espande ed il diaframma si abbassa, l’aria viene attratta all’interno dei
polmoni dal “vuoto” che si viene a creare e che “attira” l’aria. E da una respirazione armonica traggono beneficio
anche le viscere che stanno sotto ai polmoni nonché il cuore, la colonna vertebrale e, in generale, tutto il corpo.
Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che divide i polmoni e il cuore dalle viscere e che è attaccato alle
ultime costole. Per farci inspirare si abbassa, premendo e massaggiando le viscere; per farci espirare si risolleva,
comprimendo i polmoni.

L’esercizio che segue è utile alla presa di consapevolezza del diaframma.

Esercizio 1
Sdraiati a pancia in su poggiamo le piante dei piedi sul muro con le gambe piegate. Poggiamo un cuscino sulla
pancia e le mani sul cuscino (riuscendo a vedere le mani senza sollevare la testa). Osserviamo come le mani si
muovono su e giù mentre respiriamo normalmente. Da qui si ricava come la pancia debba muoversi per farci
respirare; il diaframma scendo quando inspiriamo e la pancia si gonfia. Iniziamo poi a gonfiare volontariamente la
pancia quando inspiriamo; per espirare riportiamo in dentro l’ombelico. Allenandosi in questa pratica il movimento
diverrà semplice e naturale
Una buona tecnica completa di respirazione attiva tutti i muscoli respiratori e si caratterizza per le sue tre fasi
inspiratorie ed espiratorie.

Le tre fasi inspiratorie:
la prima fase è il respiro diaframmatico che fa espandere la pancia, i fianchi e la zona lombare
la seconda fase espande la cassa toracica in tutte le direzioni
la terza fase solleva il petto in avanti ed in alto

Le tre fasi espiratorie prevedono l’ordine contrario:

prima si abbassa il petto
in seguito si richiude la cassa toracica
alla fine si riporta in dentro l’addome

Le prime due fasi dell’inspirazione consentono un’espansione maggiore dell’area bassa e centrale dei polmoni,
mentre la terza fase permette la ventilazione della parte apicale dei polmoni che è più piccola. È consigliabile (per
prendere famigliarità con la tecnica, praticare singolarmente le tre fasi per poi unirle in un unico flusso.

Fase 1
Esegui prima la tecnica per la percezione del diaframma (esercizio 1)
Sdraiati a pancia in su con le gambe distese. Poggia le mani sui fianchi con i pollici rivolti verso il basso che cingono
i fianchi in modo da sentire la zona lombare. Le altre dita sono rivolte verso l’addome e ti consentono di sentire i
fianchi e l’addome. Respira gonfiando la pancia in tutte le direzioni quando inspiri e riducine il diametro quando
espiri
Fase 2
Sposta le mani più in alto, sulle costole. I pollici sono rivolti in basso e le altre dita in alto sulla parte laterale e
anteriore del costato. Respira espandendo la cassa toracica in tutte le direzioni quando inspiri e riducine il diametro
quando espiri
Siediti e abbracciati in modo da sentire con i polpastrelli delle dita delle mani le costole sotto le scapole. Respira
espandendo la cassa toracica al di sotto delle mani. Puoi sentire con le dita il movimento delle costole che si
muovono, espandendo e rimpicciolendo la cassa toracica
Fase 3
Posa le mani sul petto con la punta delle dita sulle clavicole e respira spostando il petto verso l’alto e un po’ in
avanti
Infine unisci le fasi 1b, 2° e 3, con dei respiri lunghi, profondi e fluidi. Quando inspiri espandi l’addome, le costole ed
il petto; quando espiri rilassa il petto, le costole e l’addome. Senti l’espansione in tutte le direzioni.

Nelle pratiche che precedono, e nella quotidianità comunque, ha molta importanza:
la postura: mantenere la schiena dritta, rilassare la pancia, il petto e tutto il tronco per dar modo all’aria di non
avere ostacoli
la posizione in cui si dorme: l’ideale sarebbe utilizzare un materasso che segua le curve naturali del corpo, né
troppo duro né troppo morbido e dormire a pancia in su tenendo magari la finestra un po’ aperta
l’alimentazione: con un respiro lento vivrai più a lungo. Il cuore batte per far circolare il sangue che trasporta le
scorie che vengono poi espulse dal respiro sotto forma di anidride carbonica. Gli amidi e gli zuccheri danno al cuore
più anidride carbonica da pompare via dal corpo il che provoca una respirazione più pesante ed un affaticamento
generale.

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