Il panico rompe i ruoli troppo rigidi

Il panico rompe i ruoli troppo rigidi

Quando si è troppo calati in un ruolo, si perde il contatto con gli altri aspetti della personalità, che

reclamano spazio con gli attacchi di panico.

Mi scrive Michela, per chiedere un parere su alcune situazioni che si sono verificate nella sua vita da un paio

di anni a questa parte.

Sono un militare di carriera e mi trovo spesso a dover presiedere importanti cerimonie: durante una di queste ho

avuto un improvviso attacco di panico. Mi sembrava di svenire, di non riuscire a respirare e ora vivo nel terrore.

Ogni volta che mi trovo a dover stare in pubblico, a parlare, a stare immobile sotto lo sguardo di molte persone,

avverto un senso di panico che mi fa trattenere il respiro, girare la testa e la vista mi si appanna aumentando la

mia preoccupazione e provocandomi mancamenti. Sono stufa di queste situazioni che riesco a controllare solo

socchiudendo gli occhi, respirando in maniera controllata e, soprattutto, cercando di pensare ad altro. Non riesco

a capire il motivo di tutto questo: non sono così, sono una persona estroversa, dinamica e chiacchierona…

 

Non perdere di vista chi sei davvero

Gli attacchi di panico fanno la loro comparsa ogni volta che si dimentica chi siamo veramente: ci sentiamo come

imprigionati in un modello di comportamento da seguire e sentiamo che stiamo perdendo quello che più ci caratterizza.

Ma se il lavoro richiede rigidità e serietà, non dobbiamo essere solo così! Quando viviamo compressi in un ruolo unilaterale,

una parte di noi si ribella: non vuol dire che Michela abbia sbagliato a scegliere questa professione, ma semplicemente

che deve trovare un equilibrio fra le necessità della vita militare e la sua natura più autentica, che è anche giocosa, allegra

e magari non del tutto ligia alle regole… Non deve più nascondere il suo lato più estroverso, ma solo adeguarlo al contesto

in cui si trova. Del resto, non vivrà sempre in caserma!

 

Ascolta il “messaggio del panico”

Michela ci svela infine la sua vera paura: “Il punto più spinoso è che tra pochissimo mi sposo e l’idea di camminare per

attraversare la navata della chiesa mi crea già da ora un panico pazzesco. Non dovrei pensarci di continuo perché so che

è peggio ma ho il terrore di sentirmi male mentre tutti mi guardano. Cosa posso fare?” Quando una situazione ci fa paura,

tendiamo a generalizzarla e a farci prendere dal panico: Michela, in seguito alla brutta esperienza che le è capitata, continua

a ripensare all’accaduto, al punto da essersi convinta che anche il giorno del suo matrimonio potrebbe accaderle qualcosa di

spiacevole. Ma non c’è nessuna attinenza tra il suo rigido lavoro e le nozze, se non il rispetto delle regole: in entrambe le situazioni

ci sono delle regole di comportamento che è buona norma mettere in atto ma nient’altro. Noi suggeriamo a Michela di farsi aiutare,

non necessariamente iniziando un percorso di psicoterapia, ma anche con qualche incontro di supporto: con il giusto aiuto, Michela

riuscirà a superare le sue paure e tornerà a essere positiva e solare come un tempo!

 

 

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